Muri con segni di degrado da umidità in un edificio affacciato sul canale a Venezia

Condensa superficiale e condensa interstiziale

La condensa si manifesta in due forme distinte, con cause e conseguenze diverse:

La condensa superficiale si forma quando la temperatura di una superficie interna scende al di sotto del punto di rugiada dell'aria interna. È visibile a occhio nudo come goccioline o strato di umidità sulle pareti, specialmente negli angoli dei locali, sui telai delle finestre e nelle aree con ponti termici (travi, pilastri, davanzali).

La condensa interstiziale avviene all'interno della stratigrafia muraria, quando il vapore che diffonde dall'interno verso l'esterno incontra una zona con temperatura inferiore al punto di rugiada. Non è visibile dall'esterno nelle fasi iniziali, ma nel tempo provoca il degrado dei materiali isolanti, la corrosione dei materiali metallici annegati nella muratura e la comparsa di macchie in superficie.

Il punto di rugiada nelle abitazioni costiere

Il punto di rugiada è la temperatura alla quale l'aria deve essere raffreddata affinché il vapore condensi. Dipende dalla temperatura e dall'umidità relativa dell'aria: a 20 °C e 65% di UR, il punto di rugiada è intorno a 13 °C. Nelle abitazioni costiere con UR frequentemente superiore al 65%, il punto di rugiada è più alto e le superfici fredde diventano critiche a temperature relativamente moderate.

Nelle case costiere non riscaldate durante i mesi invernali — tipicamente le case vacanza o gli appartamenti sfitti — il problema si concentra nei periodi di rientro primaverile: l'aria calda e umida proveniente dall'esterno (o portata dagli occupanti) incontra pareti ancora fredde per l'inerzia termica della muratura, e il vapore condensa massivamente.

Ponti termici nelle costruzioni costiere

I ponti termici sono le zone dell'involucro con trasmittanza termica significativamente superiore alla media della parete. Nelle costruzioni tradizionali costiere, i ponti termici più comuni sono:

  • Pilastri e travi in calcestruzzo armato inseriti nelle murature in pietra o mattoni, con conducibilità termica molto superiore alla muratura.
  • Giunzione parete-solaio: la continuità strutturale in calcestruzzo tra parete verticale e solaio crea un percorso di flusso termico che raffredda gli angoli delle stanze.
  • Telai delle finestre: i profili metallici o PVC di vecchio tipo conducono il freddo dall'esterno verso l'interno, raffreddando le superfici adiacenti.
  • Aggetti e balconi: nelle strutture in calcestruzzo, i balconi aggettanti sono spesso continui con il solaio interno, creando ponti termici di grandi dimensioni.

Un termometro a infrarossi (o termocamera) permette di identificare visivamente le zone fredde delle pareti e correlare la loro temperatura con il punto di rugiada calcolato dall'umidità relativa misurata nell'ambiente.

Caratteristiche costruttive delle coste italiane

Le murature degli edifici costieri italiani variano significativamente in base all'area geografica e all'epoca di costruzione:

In Liguria, le costruzioni tradizionali usano ardesia (pietra locale) con malta di calce. Le pareti, spesso di spessore ridotto (30-40 cm), hanno resistenza termica bassa ma buona traspirabilità. Gli interventi post-bellici degli anni Cinquanta e Sessanta hanno spesso aggiunto strati di intonaco cementizio impermeabile all'esterno, riducendo la traspirabilità e creando zone di accumulo dell'umidità nello strato tra muratura e intonaco.

Nelle coste campane e siciliane, le murature in tufo (pietra vulcanica leggera e porosa) hanno buone proprietà igroscopiche e termiche. Tuttavia, i rivestimenti decorativi moderni applicati senza rispettare la compatibilità di traspirabilità possono compromettere le caratteristiche originali.

Strategie di intervento

Isolamento termico dall'esterno

Il sistema ETICS (External Thermal Insulation Composite System), noto come cappotto termico, è l'intervento più efficace per eliminare i ponti termici e spostare il punto di rugiada all'esterno della muratura. Aumenta la temperatura superficiale interna delle pareti e riduce drasticamente il rischio di condensa superficiale. Va progettato con materiali isolanti compatibili con la traspirabilità della muratura esistente: nelle murature in calce, gli isolanti in fibra di legno o di canapa sono preferibili allo stirene espanso, che crea una barriera al vapore.

Isolamento dall'interno

Quando l'intervento esterno è impossibile (edifici vincolati, condomini senza accordo unanime), si ricorre all'isolamento interno con contropareti. In questo caso, la stratigrafia deve essere calcolata con attenzione per non spostare il punto di rugiada all'interno della controparete, dove l'accumulo di condensazione sarebbe difficile da controllare. L'uso di membrane freno-vapore posizionate correttamente e di isolanti capillare-attivi (pannelli in silicato di calcio) riduce il rischio.

Vetri e serramenti

La sostituzione degli infissi con doppi o tripli vetri a bassa emissività (basso-emissivo con rivestimento Low-E) aumenta la temperatura superficiale interna del vetro, riducendo la condensa sul vetro e sul telaio. Nelle zone costiere con esposizione alla salsedine, i profili in PVC o in alluminio con taglio termico sono preferibili ai profili in alluminio tradizionale per la resistenza alla corrosione.

Gestione dell'umidità prodotta dagli occupanti

Una parte significativa del vapore presente negli ambienti residenziali è prodotta dagli occupanti stessi: respirazione, cucina, docce e bucato arrivano a produrre diversi litri di vapore al giorno in un'abitazione occupata. Nelle case costiere con UR già elevata, questa produzione si somma a quella dell'aria esterna, aggravando il problema.

L'estrazione localizzata dell'aria umida dai locali di produzione (cucina, bagno) mediante aspiratori è il modo più diretto per ridurre il carico di umidità interno. Gli aspiratori igroregolativi si attivano automaticamente quando l'umidità supera una soglia, riducendo i consumi energetici rispetto al funzionamento continuo.

La norma UNI EN ISO 13788 descrive il metodo di calcolo "di Glaser" per la verifica del rischio di condensa interstiziale nelle stratigrafie. Per edifici storici e ambienti costieri, il calcolo igrotermico dinamico (EN 15026) fornisce risultati più accurati.

Muffe: condizioni di sviluppo e misure preventive

Le muffe che compaiono sulle pareti degli edifici costieri sono principalmente funghi del genere Cladosporium, Penicillium e Aspergillus, in grado di proliferare quando l'umidità relativa all'interfaccia parete-aria supera il 75-80% per periodi prolungati. La temperatura ideale per la loro crescita è compresa tra 10 e 30 °C, con un optimum intorno a 20-25 °C.

La prevenzione si basa sull'eliminazione delle cause (riduzione dell'umidità, aumento della temperatura superficiale delle pareti) piuttosto che sul trattamento chimico, che ha effetti temporanei in assenza di correzione delle cause sottostanti. I trattamenti a base di biocidi (sali di ammonio quaternario, ossido di zinco) ritardano la ricomparsa ma non risolvono il problema igrotermico di fondo.

Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2026